Il Progetto pilota “Ecoselvofiliera” è stato ideato per agevolare, anche in Umbria, la necessità di rendere commercializzabile la carne ed i suoi prodotti lavorati, degli ungulati selvatici cacciati (capriolo e cinghiale soprattutto) nel corso dell’attività venatoria e dei prelievi selettivi o di contenimento.

La finalità è quella di utilizzare una risorsa Ecologica (“ECO”) disponibile, rinnovabile ed a bassissimo costo, gestendola nel rispetto degli equilibri delle popolazioni delle specie Selvatiche (“SELVO”), attraverso lo sviluppo e la validazione di una Filiera (“FILIERA”), strutturata e trasparente, che consenta la diffusione di conoscenze scientifiche e di protocolli di lavorazione dei prodotti.

Il proposito era quello di validare le seguenti azioni:

  • Metodologia di abbattimento degli ungulati;
  • Trasporto della spoglia e trattamento presso il Centro di Sosta (CS) aziendale (tramite mezzi di trasporto autorizzati)
  • Lavorazione e riduzione in mezzene presso il Centro di Lavorazione carni di Selvaggina (CLS)
  • Trasformazione presso il centro di sezionamento dell’impresa agroalimentare (CSS)
  • Esecuzione di analisi microbiologiche, chimico-fisiche ed organolettiche dei prodotti

In estrema sintesi, lo scopo del progetto era quello di validare un procedimento e fornire un modello di filiera replicabile e/o adattabile a tutti gli ambiti agro-silvo-pastorali della Regione con il coinvolgimento degli A.T.C. (Ambiti Territoriali di Caccia), delle Aree Parco e Demaniali e di tutti i Gestori e Conduttori delle aree territoriali private o pubbliche (AFV, AATV, ZRC, ART, Aziende Agricole).

L’adesione al progetto di tutti gli attori del settore ed il coinvolgimento di tutto il territorio umbro, consentirebbe di produrre e commercializzare un prodotto regionale, associato ad un disciplinare di produzione e ad un marchio. Permetterebbe inoltre di conciliare un’attività ludica con un’opportunità economica, contribuendo ad affievolire la conflittualità tra il mondo venatorio e quello agricolo che rivendica ogni anno danni alle produzioni agricole per circa 1.500.000,00 di euro.

Attualmente la grande quantità di carni di ungulati e suoi prodotti derivati, consumate nella nostra Regione, provengono nel migliore dei casi da regioni limitrofe o per la maggior parte importate dall’estero, in particolare dall’Est Europa e dalla Nuova Zelanda. Una filiera Umbra trasparente aiuterebbe a fronteggiare la concorrenza extra regionale e consentirebbe di recuperare competitività nel settore gastronomico locale sanando l’evidente incongruenza tra portata del consumo e il numero di capi abbattuti che transitano nei centri di lavorazione di selvaggina autorizzati in Umbria.